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Senza respiro

| in: Apnea Senza respiro
 Questo articolo è stato pubblicato sul mensile Cult di agosto 2010
Tuffarsi trattenendo il respiro senza contrapporsi all’acqua, divenendo anzi un tutt’uno con essa per penetrarvi in perfetta verticale con uno sforzo calibrato, fluido e in apparenza minimo, di anche e caviglie. Avanzare nel blu grazie al movimento ampio e sinuoso delle pinne e, dopo aver raggiunto un limite fissato lungo la cima, oppure essersi adagiati sul fondo per ammirare la vita marina o praticare la caccia, muniti di un fucile o di una macchina fotografica, risalire verso la superficie in perfetto relax per tornare a respirare con calma, profondamente.
E’ una dimensione complessa da definire la subacquea in apnea, una disciplina sportiva in costante evoluzione, che, dalla fine degli anni ’30 si è diffusa grazie alle imprese di alcuni grandi profondisti, avventuratisi negli abissi oltre i limiti del concepibile. Atleti, tra i quali soprattutto Enzo Maiorca e Jacques Mayol tra gli anni ’60 e ’80, e Francisco “Pipin” Ferreras e Umberto Pelizzari negli anni ‘90, hanno sperimentato su sé stessi, per testimoniarle, le sensazioni del corpo e della mente umana in un mondo che per i più appariva come un ignoto tenebroso.
Oggi, questo magnifico sport, attira l’interesse di una crescente numero di amanti del mare, in genere provenienti da altri sport o già appassionati praticanti della pesca subacquea. Anche perché sono andate affinandosi le didattiche e i corrispondenti corsi. Soprattutto quelli di Apnea Academy, la scuola di formazione e ricerca per l'apnea subacquea, ormai diffusa in tutta Italia e all’estero, fondata a animata da Umberto Pelizzari.
Una maniera nuova di vivere il contatto con il mare, scoprendo dentro sé stessi capacità che i ritmi della vita quotidiana rischiano spesso di far rimanere inespresse. Non a caso, insieme agli allenamenti in piscina e in mare, nei corsi è centrale l’apprendimento di tecniche yoga, per il rilassamento muscolare e psicologico.
Apnea significa anzitutto imparare a respirare: “Apprendere le tecniche per una respirazione completa e profonda, fortifica l’organismo e permette di espellere le tensioni, risvegliando forze spirituali latenti, oltre che a bruciare i grassi superflui: in altre parole, di migliorare la propria qualità della vita”, sottolinea Dario Puglia, presidente dell’associazione sportiva Acquatica e uno dei 20 istruttori Apnea Academy attualmente in attività in Sicilia, distribuiti soprattutto tra Palermo, Trapani e Catania.
Un corso di Apnea Academy ha in genere una durata elastica. Le lezioni per ottenere i certificati di 1° e 2° livello (in genere un corso è finalizzato a questi due obiettivi congiunti), sono distribuite nell’arco di 2 mesi tra lezioni teoriche e prove sia in piscina, per l’apnea dinamica e quella statica, sia in sala yoga, per gli esercizi di respirazione, stretching, nonché di pratiche di ginnastica tubarica, finalizzate all’allenamento dei timpani alla compensazione.
In seguito, si passa agli allenamenti in mare: “un’occasione, tra l’altro, di divertimento garantito”, riprende Puglia.
Puglia e lo staff di Acquatica operano presso la Polisportiva Sprint di Palermo (in Corso Calatafimi) e la piscina comunale di Piana degli Albanesi. Per gli allenamenti in mare, invece, luogo di riferimento sono gli specchi d’acqua dell’Addaura e di Isola delle Femmine, al centro dell’omonima riserva marina.
Il costo per frequentare un corso di apnea ammonta circa 400 euro.
Molto variabile a seconda dei materiali, è invece la spesa per l’attrezzatura da apnea. Ai circa 150 euro per l’acquisto di muta e maschera a volume ridotto, va aggiunto il costo delle pinne, il “motore” dell’ apneista. Si va da un minimo di 70 euro per pinne con pala in plastica, fino a oltre 300 euro per quelle in fibra di carbonio.
Antonio Schembri
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