X° corso istruttori AA blog Acquatica

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X° corso istruttori AA

| in: Apnea X° corso istruttori AA
X° CORSO ISTRUTTORI A.A. Non inizierò questo breve racconto con i soliti formalismi circa le mie aspirazioni da piccolo. Non inizierò l’analisi di ciò che mi ha dato questo corso partendo dall’amore che nutro verso il mare… Tralascio qualunque panegirico che possa lasciare varchi a quelle menti volte alla più varia immaginazione, iniziando dal corso stesso.
IL CORSO: come in tanti sapranno, il corso A.A. è attualmente suddiviso in due sessioni: la prima a Lignano…praticamente tanta piscina, con varie prove da affrontare, la seconda a Sharm…al mitico “Sharm Club”, il nido ideale per gli apneisti…praticamente…solo mare!!!
LO STAFF A.A.: ritengo che rappresenti la massima espressione in termini di professionalità, preparazione e competenza alla quale un apneista possa aspirare: il tutto si svolge e si muove con una sinergia ed una sincronia quasi imbarazzanti (positivamente parlando, ndr.). Ogni istruttore, ogni tutor, ogni singolo elemento del direttivo si muove ed agisce secondo uno schema rigido e pre impostato. Nessuna sbavatura, nessun ritardo, nessun errore. L’attenzione è massima, si guarda, si osserva, si corregge ma “senza giudicare”. Si passa in rassegna ogni singola parte del corpo che possa in qualunque modo concorrere in quel gesto fluido che tanto decanta il “Pelo”. Il tutto avviene però in maniera dolce, familiare, tenendo sempre presente, nel rispetto delle parti, che noi eravamo gli aspiranti e gli altri i ns. istruttori. La correttezza nei confronti della persona ancor prima dell’atleta ha preso il sopravvento: pian piano, già da Lignano, più passavano i giorni e più si vedeva amichevole quella figura che ti correggeva ogni più piccola sbavatura. Il tutor, che talvolta pareva essere distratto, ti guardava meticolosamente e sogghignando indicava la tua falange non in linea col corpo…incredibile!
LIGNANO-I^ parte: Il corso inizio il sabato pomeriggio, con varie prove di nuoto ed acquaticità. La domenica sera ho appreso di un lutto che ha colpito la mia famiglia. Erano le 22.00 circa. Lasciai l’aula correndo via, il TOVA spiegava…solo un’ora dopo parlai con Stefano spiegando il perché della mia fuga repentina dall’aula. Quella notte non dormii. Ho dovuto lasciare Lignano il lunedì successivo, nel primo pomeriggio…parlai con Umberto, ancora imbarazzato dalla sua maestosa figura. Gli comunicai il lutto che aveva colpito la mia famiglia. Mia moglie aveva bisogno di me e dovevo partire, questo era certo. Ciò su cui nutrivo qualche dubbio era….se avrei potuto fare rientro a Lignano.
C’era in ballo il corso…il mio sogno…ma dovevo partire. Umberto, rammaricato e fattemi le condoglianze, mi disse che, come da programma, mi sarei potuto assentare due gg., non di più, pena esclusione dal corso. Partii quel lunedì pomeriggio…alle 21.00 circa ero già a Palermo. Anche quella notte non dormii. Il giorno seguente c’è stata la messa funebre…poi la sepoltura. Nel pomeriggio di quel martedì ero già in viaggio per Venezia. Arrivai, dopo diverse ore trascorse tra autobus, treno e taxi a Lignano. Avrei fatto prima ad arrivare in Australia. Erano le 21.30 circa. Umberto era in aula con gli altri, parlava con voce entusiasta dei suoi record. Mi sono seduto in fondo all’aula, accanto avevo ancora le valige. Ero nuovamente in gioco, stanco dalle due notti insonni…ma ero là. La lezione finì verso le 23.30…andai da Umberto…gli dissi che ero nuovamente tra loro. Lui mi guardò e mi disse che mi aveva visto da subito, mi chiese se tutto fosse andato bene…mi diede una pacca sulla spalla e mi disse… “forza”. Durante l’episodio mi sono stati tutti vicini…ora non potevo deluderli. L’indomani ci sarebbe stata statica…prima statica di riscaldamento…3’ 38”…poi raffiche da 4’ 30” ai 5’ , 25”! Ero tornato si…ma la cosa più importante era “che c’ero realmente”! E questo grazie a tutti loro. Ognuno ha avuto una parola di conforto per me, Umberto in primis. Ho visto in tutti loro una famiglia…non potevo deluderli. I giorni passavano…la stanchezza iniziava a farsi sentire…ma ciò che pian piano veniva fuori era la crescente stima verso il singolo componente della famiglia A.A.. Stima diretta all’uomo…non alla figura egli rappresentava in quel dato momento.
SHARM CLUB” – 2^ parte corso. Il “Pelo”…colui che ha regalato emozioni a milioni di persone con le sue imprese, la persona che ha fatto crescere l’interesse dello sport apnea…era lì…accanto a noi. Come noi la mattina faceva una colazione fugace…occhiali da sole…berretto che faceva parte del suo capo come le pinne facevano parte dei suoi piedi. Sorriso ancora un poco smarrito nei sogni, ma un sorriso per tutti lo aveva, una parola anche. Ti recavi in piscina…il Pelo era già là, muta tra le braccia…pinne accanto… Ti preparavi…si raggiungeva la piattaforma galleggiante…ed il Pelo era ancora là…come materializzatosi dal nulla…e poi tutti in acqua…e lui con noi…sempre con noi…tutto il giorno. Pian piano dimenticavi chi era, ciò che ha fatto e che ha dato al mondo. Il Dio degli abissi era diventato un uomo con muta e pinne ai piedi…come lo eravamo noi…e stava tra noi…dalla colazione al caffè dopo cena. Era diventato uno di noi…era Umberto…un uomo che andava a mare…come solo lui sa fare e che si è impegnato, negli anni, a trasmettere le sue conoscenze.
Ha voluto curare in prima persona ognuno di noi…non solo in acqua. Ogni momento, fosse esso in acqua o seduti al tavolino davanti ad un caffè o un bicchiere di birra, era momento di formazione e crescita, di confronto e di interscambio.
Quella mattina Umberto venne nel ns. cavo. Il buon Marco CICOZZI, ns. tutor nel gruppo ed attento osservatore, lasciava spazio ad Umberto. Era il mio turno, fortunatamente!!! Dovevo effettuare il tuffo ed Umberto sarebbe sceso di fronte a me. Ci prepariamo al tuffo, per lo meno io! In quel momento pensavo a tutto ed a niente! Qualche atto respiratorio, forse anticipo Umberto di qualche secondo. Via il boccaglio, ma anche se l’avessi perso…la “black list” del Pelo non sarebbe stata mai tanto gradita come in quel frangente. Capovolta e via verso il blu. Prime pinneggiate forti e testa rigorosamente rivolta verso il cavo. Umberto è proprio ad un metro di fronte me. Vedere quella sagoma che sfilava giù come un treno sui binari è stato sensazionale. Il suo corpo era come se fosse privo di contorni. La sua sagoma, il colore della sua muta blu parevano fondersi con l’acqua. Credevo di avere le lenti un poco appannate, ma in verità era la sua immagine ad essere sfocata. Forava l’acqua in maniera tanto dolce ed elegante quanto efficace. Incredibile. Siamo arrivati sino a - 20….- 22 mt. circa…girata sul cavo e via verso la superficie. Ritengo sia stato il tuffo più bello fatto a Sharm. Sicuramente il più bello della mia vita.
Cosa mi ha lasciato il corso istruttori?
Ho potuto apprendere, con immenso piacere, che A.A. come scuola è la personificazione degli intenti di Umberto, prima come uomo e poi come atleta. Mi ha insegnato a slegare la performance dal tuffo, la tecnica dal tempo, la pinneggiata dalla distanza. Mi ha fatto capire che il singolo gesto atletico non deve essere visto come un qualcosa di squisitamente meccanico ma va inserito su quel piano che vede in prima battuta l’analisi di me stesso come persona.
Mi ha fatto capire che “chiudendo gli occhi posso ugualmente guardare e vedere i movimenti del mio corpo mediante delle sensazioni che prima non credevo di avere”.
Diverse persone hanno contribuito, in maniera più o meno incisiva, alla mia formazione e tutte mi hanno regalato un qualcosa. Tutte hanno aggiunto nel tempo un piccolo tassello, contribuendo alla mia continua crescita. Un consiglio, una correzione, un giudizio, un confronto.
Ringrazio Dario, Istruttore che mi ha instradato in questo bellissimo percorso di formazione con cui sono sempre in contatto; Francesco e Paolo, con i quali mi sono spesso allenato. I vari componenti del mio corso di I° e II° livello, Giacomo, Cristian, Federico, Peppino e Viviana, che sono diventati veri e propri amici di pesca…ma amici anche fuori dall’acqua; Marco e Mario, due splendidi atleti con cui ho avuto il piacere di condividere i vari passaggi di questo corso nonché la black list del “Pelo”!
Da ognuno dei succitati ho potuto apprendere qualcosa che ha concorso alla mia formazione.
Ognuno di loro, in maniera diversa, mi ha regalato tanto.
Se oggi sono istruttore A.A. è soprattutto merito di tutti voi.
Grazie…………Gianfranco Concas Istruttore A.A.
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